Nel mese di Novembre del 2014 il Policlinico di Milano ha eseguito il primo trapianto di polmone da donatore a cuore fermo.

Per far fronte al grave problema dell'esiguità di organi disponibili di recente sono stati considerati, oltre ai 'classici' donatori con morte cerebrale, anche donatori 'a cuore fermo'. In questi donatori il cuore ha smesso di battere e gli organi non ricevono più ossigeno: la rapidità del prelievo diventa quindi condizione essenziale perchè gli organi non si deteriorino, fatto che rende molto più complesso questo tipo di donazione

E' stato eleborato un metodo per preservare i polmoni nel cadavere che permette di allungare i tempi utili al prelievo nei donatori a cuore fermo. Gli organi vengono  preservati per il tempo necessario per adempiere ai criteri imposti dall'attuae legislazione nel cadavere prima di essere prelevati; poi, una volta espiantatati, vengono ricondizionati, ovvero 'riparati' e 'ringiovaniti' mediante perfusione e ventilazione extracorporea, una tecnica introdotta in Italia proprio al Policlinico.
Combinando la tecnica per preservare gli organi nel cadavere con quella del ricondizionamento, è stato quindi possibile procedere con il trapianto, che ha avuto un esito positivo per il paziente.

Ora questo sistema è in fase avanzata di studio anche in altri centri e secondo le stime effettuate potrebbe aumentare notevolmente la quantità di organi disponibili all'espianto. E' quello che tutti noi auspichiamo.